Comune di Pietraroja

immagine

Pietraroja si trova a 78 km dal casello di Caianello dell'autostrada A1. Sono facilmente raggiungibili anche l'uscita autostradale A1 di Caserta Sud e quella A14 di Benevento.
La stazione FS più vicina è quella di Telese Terme-Cerreto Sannita sulla linea Bari-Foggia-Napoli.
Il comune è raggiungibile mediante autobus di autolinee private sulle linee Pietraroja-Benevento e Pietraroja-Napoli.
Per gli automobilisti provenienti da Roma, una volta usciti al casello Caianello dell'autostrada A1, è possibile proseguire percorrendo la superstrada Caianello-Telese-Benevento, per poi uscire a Cerreto Sannita.
Da questo svincolo si arriva a Pietraroja dopo circa 25 km attraversando i paesi di Cerreto Sannita e Cusano Mutri.
Per gli automobilisti provenienti da Napoli, una volta usciti al casello Caserta Sud dell'autostrada A1, è possibile proseguire in direzione Valle di Maddaloni - Dugenta, fino alla località Cantinella, dove si può imboccare la strada a scorrimento veloce Fondovalle Isclero e confluire direttamente sulla superstrada Caianello-Telese-Benevento e, proseguendo in direzione Telese Terme-Benevento, muoversi secondo i suggerimenti prima indicati per chi proviene da Roma.

immagine

Secondo lo storico ‘Strabone' il nome Pietraroja deriverebbe da ‘petra ruens' (pietra che corre), forse in relazione ai movimenti franosi che interessano, ancora oggi, alcune zone del paese. La tesi più accreditata è però quella secondo cui tale nome deriverebbe dal colore rosa del marmo (pietra rosa, da cui Pietraroja) che si trova sul costone di Sud-Est del ‘Monte Palumbaro' (ad oriente del ‘Monte Mutria' ) nella località detta ‘Fucina' . Pietraroja nasce probabilmente come piccolo villaggio sannitico fondato in seguito alla distruzione dell'antica città di Telesia, intorno all' 85 a .C., da parte di ‘Lucio Cornelio Silla' .
Parte dei telesini scampati alla morte si rifugiarono sui monti più alti e fondarono così un primo villaggio di case, nella zona attualmente detta ‘Case vecchie' , lungo il bosco del ‘Feo' . In epoche diverse sono stati rinvenuti nel luogo vari oggetti antichi, in uso presso i Romani. Distrutto questo primo villaggio, non è noto se a causa di un alluvione o un terremoto, gli scampati ne costruirono un altro in luogo più sicuro e solido, tra le località ‘S. Anna' e ‘Castello' .
In seguito al terremoto del 1125, il paese venne ricostruito nella zona detta ‘Terra Vecchia' e fortificato con mura e massicce torri circolari per la difesa.
Signori di Pietraroja furono i cavalieri normanni della casa ‘Sanframondo' ; nel XV sec. il ‘Conte di Alife' , seguirono i ‘Gaetani' , signori di Piedimonte ed infine i ‘Carafa' fin al 1806. Il centro abitato rimase i quel sito fino al terremoto del 1688.

immagine

Agli inizi del 1700 i superstiti iniziarono a costruire la quarta Pietraroja dov'è attualmente.

Dal 1860 al 1870 il paese subì il fenomeno del brigantaggio postunitario poiché presentava luoghi ideali per rifugiarsi e muovere azioni di rivolta (luogo ideale fu la ‘Grotta delle Fate' , la ‘Grotta dei Briganti' , a monte di ‘Fontana Stritto' ). Non pochi furono gli episodi di violenza, non solo tra briganti e soldati piemontesi, ma anche contro i privati cittadini.L'altro comune del mandamento è Pietraroia, situato parimenti sul monte Mutrio, alle spalle di Morcone e in distanza di chilometri dieci circa da Cusano Mutri, nella stessa diocesi di Cerreto. Il catalogo dei baroni, il cedolario del 1320 sono del tutto muti su questo paese. Ve n'è parole nella reintegra che Carlo d'Angiò fece a Guglielmo di Sanframondo nel 1269, al quale succedette Giovanni nel 1272. Nel 1401 si possedeva da Goffredo di Marzano Conte di Alife. Nel 1460 fu classificato in danno di Marino e Giovanfrancesco Ruffo di Marzano, e dato ad Onorato Gaetani conte di Fondi. Nel secolo XV passò ai Carafa, i quali lo possederono fino all'abolizione della feudalità.

immagine

Nelle numerazioni del Regno è segnato per 56 famglie nel 1532, 69 nel 1545, 90 nel 1561, 114 nel 1595, 119 nel 1648 e sole 69 nel 1669, per effetto della peste. Oltre questi guai, ne subì di maggiori nel 1688, pe reffetto del tremuoto: " In Pietraroia, scrive il Magnati, non ci si riconosce che vi fussero state "habitationi di huomini, essendo precipitate tutte le fabbriche con"quelle replicate scosse del terremoto, come situate in quel colle "sopra di un piano, dove compariscono mucchi di pietre,dei travi " et altri materiali con gran fetore per esservi morti 400 habitanti, " la maggior parte figliuoli e donne ". Ciò non ostante, alla fine dello scorso secolo XVIII già Pietraroia numerava 1673 abitanti, e ora ne ha 2065.Fu arciprete di Pietraroia un D. Crescenzo Petrillo, il quale, nato ivi nel 1493, morì nel 1617 in età di 124 anni; esercitò la cura parrocchiale sotto il governo di 13 vescovi, dei quali scrisse una cronaca. Il territorio di Pietraroia confina con Morcone. Cerreto e Cusano Mutri, in confine con la provincia di Campobasso, e ha 7 in 8 mila moggi di terreni.

Contatti

Indirizzo via Municipio 18, 82030 Pietraroja BN
Telefono: +39 0824 868000

Fax         +39 0824 868002
E-mail     pitraroja@pec.cstsannio.it
Sito web: www.comune.pietraroja.bn.it

Logo Regione Campania

© Comunità Montana Titerno e Alto Tammaro 2013