Comune di Campolattaro

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Il comune si trova a 35 Km dall'autostrada Napoli-Bari, uscita al casello di Benevento e proseguendo per la nazionale S.S. 88 (bivio di Campolattaro).
La stazione FS più vicina è quella di Campolattaro sulla linea Campobasso-Benevento-Napoli. Collegamenti giornalieri per Benevento, e per Campobasso. Il comune è raggiungibile anche mediante autobus di autolinee private sulla linea Castelvetere Val Fortore-Benevento; Santa Croce-Benevento, con collegamenti per Benevento. Le prime notizie storiche risalgono all'epoca normanna (intorno al 1100), quando l'insediamento era denominato "Campolattaro". 
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Immerso in un paesaggio chiaro e aperto fatto di campi coltivati, Campolattaro sì nasconde con il suo centro storico ai fianchi di una collina che degrada ripida verso il Tammaro. Sembra che il toponimo più antico con cui è identificato sia "Campugattari", che plausibilmente deriva da "Campo di Walthario", nome di persona frequentemente usato presso i Longobardi. L'antica denominazione e la trasformazione del nome nei secoli, secondo altri studiosi, è legata a pascoli per armenti e alla produzione di latte. Le prime testimonianze scritte sull'esistenza di questo centro abitato risalgono al XII secolo, anche se reperti archeologici di epoca sannita prima e romana poi, confermano, senza ombra di dubbio, la presenza dell'uomo in forme associative già dal V-IV secolo a.C. L'insediamento dei Liguri Apuani deportati nel 180 a.C. nelle zone dell'Alto Tammaro dai consoli Bebio e Cornelio sicuramente interessò anche Campolattaro, come testimoniano i segni apotropaici del sole e della luna scolpiti sui portali delle antiche abitazioni, elementi questi che richiamano motivi analoghi rinvenuti nelle aree della Versilia e della Val di Magra a testimonianza di un indiscutibile ceppo comune. Nell'867 Campolattaro fu devastato dai Saraceni come tutto il territorio beneventano. 
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Nel 1138, durante la dominazione normanna, fu distrutto, invece, da Re Ruggiero che - a quanto si narra - punì gli abitanti per aver accolto con giubilo la notizia della sua morte, poi rivelatasi infondata. A partire dal '500 si ebbero furiose lotte tra i suoi abitanti e quelli del vicino centro di Fragneto l'Abate per il possesso del feudo di Botticella. Nel 1656 una terribile pestilenza causò la morte di circa 500 persone bloccando lo sviluppo sociale del paese, che subì ulteriori lutti e miserie a distanza di poco più di un secolo, nel 1764, a causa della carestia che sconvolse l'intero Mezzogiorno d'Italia. Lenta ma graduale la ripresa negli anni successivi fino al colera del 1837 che seminò nuovamente morte e disperazione.A ricordo di tale evento rimane una croce posta da mani pietose nel campo detto "del Focale" dove fu allestito un cimitero per accogliere le circa 100 vittime dell'epidemia. La consistenza millenaria di questo paese traspare dal castello ancora oggi abitato, dall'antica torre e dal centro storico gravemente danneggiato dal terremoto del 1962. A questo fortilizio è legata la storia di antichi e terribili feudatari come i De Adenulfo, i Monforte, i Di Capua, i Blanch, padroni e signori di questo antico borgo agricolo fino alla fine della feudalità. A ricordo dell'antica civiltà medievale restano due porte di accesso al paese, i fondachi, le viuzze superstiti, le pietre e i portali.
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Celati in vicoli appartati oppure visibili nelle architetture della piazza principale queste testimonianze ricordano ai visitatori la loro antica origine, frutto di un abile lavoro artigianale tramandato di generazione in generazione fino ai giorni nostri. Dopo le molte peripezie il paese, che fino ad allora era appartenuto al Circondario di Pontelandolfo della provincia del Molise, venne annesso al Regno d'Italia e nel 1861 passò alla neonata provincia di Benevento, secondo un percorso amministrativo condiviso con quasi tutti gli altri comuni dell'odierna Comunità Montana. Il paese, pur nella sua travagliata storia, riprese a svilupparsi nella seconda metà dell'800. La prima metà del '900 fu, però, di nuovo periodo di sofferenza: centinaia furono i campolattaresi costretti a partire nella speranza di un avvenire migliore e grande fu il tributo di sangue offerto in occasione dei due conflitti mondiali. 

Contatti
Indirizzo Via Pescolombardo 2, 82020  Campolattaro  BN
Telefono: +39 0824858030

Fax         :  +39 0824858363
E-mail   :   info@comunecampolattaro.it
Sito web: www.comunecampolattaro.it/

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